Jan 182012
 

…e sperando sia l’ultimo post triste, questo post rappresenta la

PROTESTA UFFICIALE DEL CURIOSBLOG CONTRO LE INIZIATIVE DI LIMITARE LA LIBERTA’ DI COMUNICAZIONE SU INTERNET CON ATTI QUALI SOPA (Stop Online Piracy Act) E PIPA (Protection Intellectual Property Act)

Due link su tutti a simbolo degli innumerevoli siti che stanno protestando:

Google

Wikipedia

 

Mettete fine alla pirateria, NON alla libertà!!!

Protestantemente Vostro,

RoarinPenguin

Dec 052011
 

…e merita un posto negli archivi del CuriosBlog per ricordare ai Posteri che essere italiani non è stato sempre meraviglioso.
Mi è pervenuto via mail e ripubblico volentieri, a prescindere da fonte e orientamento politico…

Dal giornale LA STAMPA
 
Mi chiamano Medio Alto, ma il mio soprannome è Rintracciabile

MASSIMO GRAMELLINI – LA STAMPA

Mi chiamano Medio Alto, ma il mio soprannome è Rintracciabile. Sono quello che non può nascondersi, quello che paga. Anche stavolta. Il governo della Libertà mi impone tasse svedesi per continuare a fornirmi servizi
centrafricani. E io le verserò fino all’ultimo centesimo, senza trucco e senza inganno, da vero scandinavo. Poi però rimango un italiano e allora mi si consenta di essere furibondo.

Punto primo. Mi sono scocciato di pagare per il funzionamento di una giostra su cui non esercito alcun controllo. Il debito lo avete fatto voi e lo saldo io. Ma avrò almeno il diritto di pretendere che la smettiate di
indebitarvi ? A quanto pare, no. Io vorrei che i miei soldi – frutto del lavoro quotidiano e non di una eredità o di un gratta e vinci – servissero a finanziare le scuole e gli asili-nido, a ripulire gli ospedali, a pagare gli stipendi
degli insegnanti, dei poliziotti e dei tanti impiegati che svolgono con impegno la loro missionedi servitori dello Stato.

Invece so già che verranno gettati fra le fauci del Carrozzone Pubblico, che se li divorerà in un sol boccone per poi rivoltarsi famelico contro di me, chiedendomi altro cibo. So già che la politica, cioè quell’accozzaglia di affaristi senza ideali che ne usurpa il nome, li userà per tenere in piedi gli enti inutili, le baracche elettorali, le torme di parassiti che campano da decenni alle spalle  dei contribuenti.

Non è dunque il prelievo in sé a indignarmi. Ma la sua assoluta inutilità. In attesa di riforme strutturali, che dopo vent’anni di chiacchiere sono ancora e sempre «allo studio», i miei soldi serviranno solo a perpetuare un sistema che non mi piace, a garantire la pace sociale dei furbi, non quella dei poveri.

Punto secondo. Accetto di farmi spremere, ma non di farmi prendere in giro. Quelli che vengono contrabbandati come tagli alla politica sono in realtà tagli ai servizi degli enti locali, che si rivarranno sui cittadini, cioè di nuovo, sempre e soltanto su di noi.

Punto terzo. Trovo giusto che, in tempi di crisi, chi guadagna meno di me non contribuisca allo sforzo (anche se poi lo fa, con i tagli alle tredicesime e alle pensioni). Mentre considero una vergogna che il collega che guadagna quanto me, ma ha cinque figli a carico, non abbia diritto a uno sconto. Il padre di una famiglia numerosa che incassa 90 mila euro lordi l’anno
(circa 4000 netti al mese) non è un Super Ricco e nemmeno un Medio Alto.

E’ un Medio Impoverito che deve già versare più degli altri per i medicinali e le tasse scolastiche dei figli, e che da domani non avrà più neanche i mezzi per tentare di scuotere, con i suoi consumi, l’encefalogramma piatto dell’economia. Mi sembra incredibile che la Chiesa, sempre così lesta a dire la sua su gay e moribondi, non abbia saputo imporre a un governo di sepolcri imbiancati la difesa reale della famiglia, accontentandosi di conservare intatti, anche in questa tormenta, i propri
scandalosi privilegi fiscali.

Ultimo punto (ma è di gran lunga il primo). Mi sta bene che i poveri non paghino. Ma perché non pagano neanche i ricchi veri? A Lugano le banche hanno dovuto mettere fuori i cartelli: cassette di sicurezza  esaurite. Segno che nei giorni scorsi un esercito di compatrioti ha  sfondato le frontiere per andare a nascondere del denaro. Sono i  signori del secondo e
del terzo Pil (il nero e il mafioso). Quelli con  il Pil sullo stomaco. Gli Irrintracciabili.

Scommettiamo che il più facoltoso di loro dichiarerà al fisco 89.999 euro? Li disprezzo. Persino più dei politicanti. Giuro che d’ora in avanti non avrò più pietà. Chiederò scontrini a tutti su tutto. E se mi diranno: «Ma così, dottore, non posso più farle lo sconto», li  andrò a denunciare.
 

Poiché sono l’unico che paga, in questo accidenti  di Paese, voglio
cominciare a togliermi qualche sfizio anch’io.

Oct 132011
 

Lungi da me trasformare il CuriosBlog in una pagina di necrologi, ma non posso trascurare di riportare in queste pagine la scomparsa di un (altro) mito dell’IT mondiale, sebbene di caratura diversa (ma certamente non inferiore) rispetto a Steve.

Sto parlando di Dennis Ritchie, che si è spento ieri sera a 70 anni.

Padre del C e uno dei padri di Unix, che saluto con un listato apparso in un tweet che mi è molto piaciuto per lo… stile

/* For Dennis Ritchie */ 
#include 
void main ( ) 
{ 
  printf("Good bye World \n"); 
  printf("RIP Denis Ritchie"); 
} 

Codatamente Vostro,

RoarinPenguin

Oct 062011
 

E con un senso di profonda tristezza che segno questa giornata nel CuriosBlog.

Il mondo, grazie a lui, è un posto migliore.

Ha davvero lasciato un segno nella storia, che era il suo desiderio più grande.

Il modo in cui lo ricordano tutti i siti Apple del mondo oggi è un esempio di stile, che voglio riportare qui.

Grazie, Steve!

RoarinPenguin

Sep 092011
 

Che la creatività di chi lavora a Google fosse particolarmente stimolata non avevo grossi dubbi… ma le foto che ho trovato su internet di alcuni uffici sono veramente… particolari e curiose, quindi le riporto qui come CuriosGallery 😉

Voglio dire, capisco le esigenze di design e di stimolazione dell’emisfero intuitivo-olistico del cervello, ma avrei qualche problemino a fare un meeting serio in una stanza con una mucca (come a Stoccolma) oppure in riproduzioni fedeli di cabine degne dei migliori impianti sciistici oppure ancora lavorare in un’openspace che ricorda l’interno di un’astronave.

Certo, non c’è come provare… ovvio, nessun problema… solo mi chiedo: chi sarà mai il fornitore dei loro mobili per ufficio? 🙂 🙂 🙂

Creativamente vostro,

RoarinPenguin

 Posted by at 5:37 pm